Perché sei ancora qui con me?
Eppure io non ti ho chiesto di restare.
Volevo solo tu sparissi all’orizzonte
ed invece come il sole
– ogni giorno –
rinasci più di ieri.
Maledetta la distanza che non mantiene le promesse ed il tempo
– immobile –
che inganna il mio avvenire.
Tatuaggio invisibile ‪#‎Tu‬
così
– per sempre –
ed inutile sarà immaginare ciò che non può esistere diversamente.
Oggi finalmente so che ti perderò una sola volta nella vita, quando quel giorno
– lontano –
porterò via con me tutti i ‪#‎racconti‬
e con loro
– finalmente –
anche te.

Chissà se poi alla fine sarà il cuore o la testa a decidere sull’ultima scena del copione.

Ieri nel buio l’unico bagliore sull’orizzonte era lo scintillio dei ricordi arsi dal quel desiderio senza speranza.
Oggi – invece – la luna si erge come una vera Regina, incoronata da un corteo di stelle devote mentre la sua luce – solenne – scalda di quiete eterna la profondità del mare.
In tutta sincerità non saprei dire se sia stata l’intensità del fuoco a sgomberare il cielo dalle sue ombre ingannevoli o la luna con la sua imponenza ad intimidire chi osasse turbare la pace del suo regno, certo è che la risonanza di questo spettacolo straordinario è risultata davvero sorprendente.
Torna deciso l’aroma del caffè che riempie di un gusto nuovo la rinascita del sole nonostante – accanto a me – il cuscino senza pieghe profumi ancora di pulito.
Si sveglia il tempo – tutto – finalmente allineato al ritmo dell’estate dove l’anima in festa già danza a piedi nudi, per tornare a sognare libera senza più enigmi da decifrare.
Non so se si debba ringraziare il cuore o la mente per questa ricompensa, non riesco bene ad intuire chi dei due sia stato più saggio nel tracciare una via di fuga al movimento perpetuo di un sogno che si proietta su stesso senza mai riuscire ad ancorarsi al suolo.
Cullata dal fruscio dei pensieri resto distesa sulla riva del giorno mentre lo sguardo segue l’armonia delle onde che in religioso silenzio raccontano del proprio viaggio attraverso l’infinito.
Un aquilone – impavido – si lascia portare oltre le nubi, orgoglioso di un traguardo che mai avrebbe immaginato raggiungere prima.
Che sia stata la ragione o il cuore a restiture alla mia anima tutte le sfumature della gioia non ha più importanza scoprirlo, so solo che senza la loro contraddittoria complicità oggi non sarei di nuovo qui – a godere con me.

Non fiatare, non ti ascolto.
Non cercarmi, non ti vedo.
Non sarà certo la musica e nemmeno i profumi a raccontarmi che pensarti è una bugia.
Resta lì dove ti ho sommerso, nel buio di una notte che ha perso luna e stelle e
lascia per me l’incanto di un desiderio che dà speranza senza suppliche.
Non bussare, non ti sento…non avresti cibo da offrirmi né coperte con cui scaldarmi, sei un giaciglio di nuvole senza ali…
e volare non si può.
Resta avvolto nel mistero di chi non ha più volti da indossare, dietro quel sipario dell’illusione dove la storia è diventata copione, i ricordi non vanno in scena e la vita deve ancora cominciare.
Non ti avvicinare, non ti a z z a r d a r e…
non entrerai a rubarti la possibilità che tutto per me possa ancora accadere!
Resta quel frammento di vento che accarezza la pelle senza poterla attraversare mentre la tua ombra si infrange sugli scogli della memoria.
Resta ‪#‎aria‬, così come ti ho lasciato, aria che non è respiro, ma vibrazione muta che rimbomba all’infinito.
Ho ritrovato la mia luna adagiata sulle onde di una nuova melodia e con lei il mio sogno, finalmente libero di andare.
Adesso resta i m m o b i l e
in quel tempo, in cui mi accorsi – dannato! – che senza di te, ancora si può.
Non un passo…
Non ci provare…
nemmeno uno, NO.